ad ogni tua domanda una risposta
Progettazione e permessi in Abruzzo
Che permessi servono per realizzare una Piscina in Abruzzo?
In Abruzzo, come nel resto d’Italia, la realizzazione di una piscina non è considerata "edilizia libera". La normativa di riferimento è il D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), ma entrano in gioco anche leggi regionali e strumenti urbanistici comunali. Per tali ragioni il Committente deve necessariamente appoggiarsi ad un tecnico di sua fiducia per il disbrigo di tutte le pratiche necessarie. In tal senso esse, potrebbero essere suscettibili di variazioni e/o integrazioni da comune a comune (ad es. potrebbero esserci differenze tra quanto richiesto e previsto dal comune di Città Sant'Angelo, rispetto al comune di Vasto o quello di Corropoli); pertanto il ricorso da un tecnico abilitato diventa fondamentale e a tutto vantaggio del Committente, per non incorrere in problematiche "burocratiche".
Ecco i passaggi principali e i permessi necessari:
1. Il Permesso di Costruire o la SCIA
A seconda dell’impatto volumetrico e delle norme del tuo Comune, avrai bisogno di uno di questi due titoli:
SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): Si usa generalmente se la piscina è considerata una "pertinenza" e il suo volume non supera il 20% del volume dell'edificio principale. È la procedura più comune per le abitazioni private.
Permesso di Costruire: È necessario se la piscina non può essere qualificata come pertinenza (ad esempio perché troppo grande rispetto alla casa) o se gli strumenti urbanistici locali lo richiedono espressamente.
2. Vincoli Paesaggistici (Fondamentali in Abruzzo)
Gran parte del territorio abruzzese è sottoposto a vincoli paesaggistici (vicinanza a parchi, coste, fiumi o zone di pregio).
Se l'area è vincolata, devi ottenere l'Autorizzazione Paesaggistica prima di iniziare i lavori.
Per le piscine interrate, a volte, è possibile ricorrere all'Autorizzazione Paesaggistica Semplificata (D.P.R. 31/2017), che ha tempi di risposta più brevi (circa 60 giorni).
3. Altri adempimenti tecnici
Oltre ai permessi comunali, sarà necessario far fronte a:
Relazione Geologica: Per verificare le caratteristiche e la tenuta del terreno.
Comunicazione al Genio Civile: Trattandosi di un'opera in cemento armato o comunque strutturale, va depositato il progetto per la normativa antisismica.
Accatastamento: A fine lavori, la piscina va dichiarata all’Agenzia delle Entrate per l’aggiornamento della planimetria catastale (attenzione: se la piscina supera gli 80 mq, l'abitazione potrebbe passare di categoria di lusso).
È possibile installare una piscina in zone con vincolo paesaggistico (es. Costa dei Trabocchi o Parco Nazionale d'Abruzzo)?
Sì, è possibile, ma la procedura è sensibilmente più complessa rispetto a una zona non vincolata. In aree di alto pregio come ad esempio, la Costa dei Trabocchi o il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la tutela del paesaggio è prioritaria rispetto all'intervento edilizio.
Ecco alcuni punti chiave da considerare:
1. L'Autorizzazione Paesaggistica è il primo passo
Nelle zone soggette a vincolo (ai sensi del D.Lgs. 42/2004), la piscina non rientra quasi mai nell'edilizia libera. Prima del titolo edilizio comunale (SCIA o Permesso di Costruire), è necessario ottenere l'Autorizzazione Paesaggistica.
Procedura Ordinaria: Se la piscina comporta scavi significativi o volumi tecnici interrati.
Procedura Semplificata: Applicabile in alcuni casi per vasche di dimensioni contenute e basso impatto, riducendo i tempi di attesa a circa 60 giorni.
2. Il Nulla Osta dell'Ente Parco
Se il terreno ricade nel perimetro di un Parco Nazionale, oltre alla Soprintendenza, entra in gioco l'Ente Parco.
Il progetto deve rispettare il Piano del Parco e il relativo Regolamento.
Vengono valutati non solo l'impatto visivo, ma anche quello idrogeologico e acustico (ad es. il rumore delle pompe di filtrazione).
Spesso sono vietate le piscine in zone di "riserva integrale" (Zona A) o "riserva generale" (Zona B), mentre sono più fattibili nelle aree di promozione economica e sociale (Zona D).
3. I vincoli estetici e materiali
Per ottenere il via libera, il progetto deve "mimetizzarsi". Spesso bisogna mettere da parte le soluzioni standard da catalogo; la Soprintendenza solitamente impone:
Colori naturali: Rivestimenti interni color sabbia, argilla o grigio pietra (l'azzurro brillante è quasi sempre vietato perché crea un effetto "macchia" artificiale).
Materiali locali: Bordi in pietra locale o legno, evitando cemento a vista o piastrelle ceramiche moderne.
Schermature verdi: Obbligo di piantare essenze autoctone per nascondere la piscina alla vista dai punti panoramici o dai sentieri.
4. Il mito della piscina "fuori terra"
Molti credono che una piscina fuori terra non richieda permessi. Falso se ci si trova in zona vincolata! Qualsiasi manufatto che alteri lo stato dei luoghi in modo non precario (ovvero che resti installato per più di 90 giorni) necessita di autorizzazione paesaggistica! Se si installa una vasca fuori terra senza permessi, all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, si rischia il reato di abuso edilizio paesaggistico, che comporta sanzioni penali e l'obbligo di ripristino dei luoghi. Anche le piscine fuori terra con certificazione di "removibilità", sono assoggettate a questi vincoli se restano installate a tempo indeterminato! In ultima analisi, anche una piscina fuori terra con certificato di "removibilità" la cui installazione avvenga per un periodo limitato (ad es. nei soli mesi estivi), dovrà essere posata direttamente sul terreno, evitando solette in CLS che rientrano a tutti gli effetti opere edili "definitive". Paesaggio Prossimo Srl è distributore di Piscine Laghetto che oltre a fornire un certificato di "removibilità" per le sue piscine fuori terra, su alcuni modelli offre la possibilità di integrare la struttura con un apposito kit di basamento per il montaggio della vasca senza dover realizzare una soletta in CLS.
Ci occupiamo anche dell'iter amministrativo e dei permessi necessari?
Paesaggio Prossimo Srl opera esclusivamente come fornitore e installatore delle componenti relative alla piscina. Pertanto, restano a totale ed esclusivo carico del Committente i seguenti adempimenti:
- Titoli Abilitativi Edilizi: Nomina di un tecnico abilitato (Architetto, Geometra o Ingegnere) per la presentazione di SCIA, Permesso di Costruire o altre pratiche comunali.
- Progettazione Strutturale e Sismica: Incarico a un ingegnere abilitato per la redazione del progetto strutturale esecutivo, il calcolo del cemento armato (o altre strutture portanti) e il relativo deposito presso il Genio Civile competente, come previsto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e dalla normativa sismica regionale.
- Autorizzazioni Vincolanti: Ottenimento di eventuali nulla osta paesaggistici (Soprintendenza), idrogeologici o sismici.
- Indagini e Collaudi: Redazione della relazione geologica e geotecnica del terreno e nomina del Collaudatore Statico (ove richiesto dalla legge).
- Adempimenti Finali: Pratiche di fine lavori e aggiornamento delle planimetrie catastali.
- Oneri: Pagamento di tasse, diritti di segreteria e oneri di urbanizzazione.
L'azienda si impegna a fornire al progettista strutturale del Committente tutte le schede tecniche delle componenti fornite. Al termine dei lavori, verrà rilasciata la Dichiarazione di Conformità degli impianti installati (D.M. 37/08).
