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Partiamo dal presupposto che una piscina non è di per se un bene a basso costo! Se negli anni passati era considerato un bene di gran lusso, che solo le persone abbienti potevano permettersi, adesso la situazione è in parte migliorata, perché è possibile costruire piscine anche a costi relativamente accessibili, ma ciò non toglie che di base occorrono cifre importanti.
Il costo per realizzare una piscina in Abruzzo varia enormemente in base a diversi parametri:

Tipologia di piscina: interrata, semi-interrata, fuori-terra, a sfioro, a skimmer. Una piscina interrata può essere realizzata con diverse tecniche costruttive e in linea di massima lasciano ampio spazio alla fantasia per quanto riguarda le forme e le dimensioni (soprattutto se viene realizzata in cemento armato). Le piscine semi-interrate o fuori-terra sono generalmente realizzate con strutture in acciaio auto-portanti e predefinite nelle dimensioni e nelle forme (quasi esclusivamente rettangolari). Queste ultime sono quasi sempre rivestite da pannelli di varia tipologia e materiali ed in alcuni casi integrano accessori realizzati ad hoc: panche, living etc..
Le piscine a sfioro (totale o parziale) sono esteticamente tra le più belle, ma costano dal 30% al 50% in più di un equivalente a skimmer per via della presenza delle canaline di raccolta dell'acqua e della vasca di compenso necessaria alla circolazione. Quelle a skimmer sono le più usate in assoluto a livello privato, per il loro costo inferiore e un'impiantistica meno "esigente".
Materiali utilizzati per costruirla: pannelli in acciaio, cemento armato, casseri in polistirene, etc.. Ciascun materiale ha i suoi pro e i suoi contro. In Abruzzo la maggiorparte delle piscine viene realizzata in cemento armato, spesso perchè sono costruite durante le fasi di costruzione o ristrutturazione dell'immobile e quindi vi è gia un cantiere aperto e una o più imprese al lavoro. Quelle in pannelli d'acciaio, sono a volte, la scelta ideale per chi vuole ottimizzare i tempi costruttivi (si mettono in opera più velocemente), ma i rincari della materia prima, negli ultimi anni, le stanno rendendo costose almeno quanto quelle in cemento, se non di più, considerato che lo scavo e la platea di fondo sono comunque necessari. Un discorso simile vale per quelle in casseri di polistirene.
Il terreno e il luogo: nel caso di una piscina interrata, ma a volte anche nel caso di una fuori-terra (se la si vuole inserire ad es. sfruttando parzialmente un declivio) bisogna considerare il costo della scavo (movimentazione terra) che in alcuni casi, se la località dove si deve intervenire è particolarmente scomoda all'utilizzo di mezzi meccanici, può incidere notevolmente sul bilancio finale.
Le finiture e gli accessori: al giorno d'oggi, i produttori e le nuove tecnologie permettono di rifinire una piscina con un'infinità di soluzioni, dalla membrane armate in PVC con effetti materici a impianti domotici e accessori interni come idromassaggi, impianti di illuminazione dedicati (fari led, strisce led con tecnologie ed effetti diversi), giochi d'acqua, nuoto contro-corrente, impianti di circolazione e filtrazione più o meno evoluti e "smart". Ovviamente tutte queste soluzioni hanno un prezzo che può incidere anche in maniera notevole sul costo finale.

Quindi la domanda che è giusto porsi non è quanto costa una piscina, bensì quanto costa quella che vorrei.

La manutenzione di una piscina è un mix di chimica, pulizia meccanica e controllo tecnico. Per mantenere l'acqua cristallina e l'impianto efficiente, le attività si dividono in base alla frequenza.

Ecco una guida pratica per una gestione corretta:

1. Manutenzione Ordinaria (Settimanale)

È il cuore della gestione estiva e serve a prevenire che l'acqua diventi verde o torbida.

Analisi dei valori: Controllo del pH (che deve stare tra 7.2 e 7,6) e del cloro libero (tra 1.0 e 1.5 ppm). Se questi valori sono sballati, i disinfettanti non funzionano
Pulizia dei cestelli: Svuotare i cestelli degli skimmer e il pre-filtro della pompa da foglie e detriti
Pulizia del fondo e delle pareti: Utilizzo del robot automatico o della scopa aspirante manuale
Controllo del livello dell'acqua: Verificare che l'acqua arrivi a circa metà dell'altezza degli skimmer
Pulizia della linea di galleggiamento: Rimuovere l'alone di grasso e calcare che si forma sul bordo con una spugna specifica non abrasiva

2. Manutenzione Tecnica (Ogni 10-15 giorni)

Riguarda il "motore" della piscina, ovvero il sistema di filtrazione.

Lavaggio del filtro (Backwash): Se hai un filtro a sabbia, quando il manometro indica una pressione alta, devi invertire il flusso d'acqua per espellere lo sporco accumulato
Risciacquo (Rinse): Dopo il lavaggio, serve un breve risciacquo per assestare la sabbia.

3. Manutenzione Straordinaria (Al bisogno)

Si interviene quando si verificano eventi particolari (forti temporali, ondate di calore, uso intenso).

Clorazione d'urto (Shock): Si raddoppia o triplica la dose di cloro per eliminare batteri resistenti e alghe. Si fa all'apertura, alla chiusura e dopo eventi critici
Trattamento antialghe: Inserimento di prodotti preventivi per evitare la proliferazione dei microrganismi
Flocculazione: Se l'acqua è torbida a causa di micro-particelle, il flocculante le aggrega rendendole filtrabili (nota: da non usare con filtri a cartuccia)

4. Manutenzione Stagionale (Apertura e Chiusura)

Sono i due momenti più critici per la vita della piscina.

Apertura (Primavera): Rimozione della copertura invernale, pulizia profonda delle pareti, riempimento e superclorazione. Controllo di guarnizioni e pompe
Chiusura (Autunno): Trattamento con svernante (per evitare alghe e calcare in inverno), abbassamento del livello dell'acqua, svuotamento dei tubi per evitare che il gelo li spacchi e posizionamento del telo invernale.

Paesaggio Prossimo Piscine offre servizi di manutenzione programmata a cadenza da concordare con il cliente. Che si tratti di manutenzione ordinaria, straordinaria, stagionale o su specifica necessità, è possibile richiedere un preventivo e trovare la soluzione ad ogni problematica.

In linea teorica la risposta sarebbe si, anche se Paesaggio Prossimo Piscine sconsiglia vivamente quest'operazione facendo decadere le garanzie applicate alla componentistica di vasca e locale tecnico. La motivazione risiede nel fatto che l'acqua di pozzo non è trattata e può contenere sostanze (metalli pesanti, calcio, magnesio, solfati, cloruri, etc.) che reagiscono negativamente con i prodotti chimici della piscina (come il cloro), inoltre potrebbero esserci cariche batteriche o valori del pH particolarmente fuori parametro. In questi casi il rischio di malfunzionamento o rapido decadimento delle componenti dell'impianto (in alcuni casi anche per il rivestimento con membrana armata in PVC) potrebbero essere elevati, inoltre anche la balneazione potrebbe non essere sicura.

Paesaggio Prossimo Piscine richiede sempre alla sua clientela di riempire le piscine con acqua potabile.

Il consumo di acqua di una piscina non dipende solo dal riempimento iniziale, ma da un equilibrio di fattori che portano a una perdita costante durante la stagione. Per una piscina residenziale standard (ad esempio una 8.00x4.00 metri, con profondità media di 1.40 metri e un volume di circa 45.00 mc), il consumo medio annuo si attesta tra i 15 e i 25 m³ (ovvero tra 15.000 e 25.000 litri), ipotizzando che l'acqua non venga svuotata completamente a anno (a fine stagione).

Da cosa deriva questo consumo?

  1. Evaporazione: l'evaporazione è il fattore di perdita maggiore. In estate, una piscina può perdere mediamente 5-10 mm di altezza d'acqua al giorno, a seconda dell'esposizione al sole, del vento e dell'umidità. Per una piscina di 32.00 m², questo significa perdere circa 160-320 litri al giorno. Soluzione: L'uso di una copertura (anche una semplice copertura a bolle) riduce l'evaporazione di oltre il 90%
  2. Lavaggio dei filtri (Backwash): se hai un filtro a sabbia, devi effettuare il controlavaggio periodicamente (circa ogni 10-15 giorni in alta stagione). Ogni lavaggio consuma tra i 200 e i 500 litri d'acqua che finiscono direttamente nello scarico. In una stagione, questo può sommare circa 3-5 m³ di acqua
  3. Utilizzo quotidiano e schizzi: l'uscita dei bagnanti dalla vasca e i tuffi comportano una perdita d'acqua meccanica. In piscine ad uso pubblico o molto frequentate da bambini, questo valore aumenta sensibilmente, arrivando a pesare anche per un 10-15% del consumo stagionale

Manutenzione invernale: sebbene le buone pratiche suggeriscano di non svuotare mai completamente la piscina (per evitare danni strutturali alla vasca dovuti alla pressione del terreno, etc.), in inverno è comune lasciar scendere il livello dell'acqua sotto gli skimmer. In primavera, il ripristino del livello può richiedere anche 5-10 m³ d'acqua.

Il consumo elettrico di una piscina dipende quasi interamente dal sistema di filtrazione, che deve restare in funzione per molte ore al giorno per garantire la salubrità dell'acqua. In Abruzzo, dove ormai le temperature estive raggiungono valori anche molto elevati, il sistema di filtrazione deve essere attivo anche 12 ore al giorno, per garantire un filtrazione adeguata e la salubrità dell'acqua .

Per una piscina residenziale standard (8.00x4.00 metri), il consumo stagionale (circa 4-5 mesi) oscilla mediamente tra 800 e 2.000 kWh, a seconda delle tecnologie installate.

Nel dettaglio le fonti energivore, in una piscina, sono:

  • Sistema di circolazione (filtrazione): è ovvio che la pompa di circolazione, che è l'organo che permette all'acqua di circolare nella piscina, transitando nel filtro (filtrazione), funzionando molte ore al giorno (nel periodo estivo e più caldo, si arriva o addirittura si possono superare le 12 ore), rappresenta una delle voci che impattano maggiormente sul consumo energetico. In tal senso, Paesaggio Prossimo Piscine consiglia alla propria clientela, di installare o aggiornare i propri impianti, con pompe inverter a velocità variabile che se correttamente impostate, possono ridurre i consumi anche del 50%, generando un grande risparmio sulla bolletta energetica
  • Illuminazione: ormai quasi tutte le piscine sono dotate di illuminazione con fari a led, ma esistono ancora vecchi impianti con fari ad incandescenza (alogeni). In questo caso un solo faro consuma circa 300 W. Tenerlo acceso 4 ore a sera costa 1.2 kWh/giorno
  • Riscaldamento: se si decide di riscaldare l'acqua con una pompa di calore, i consumi potrebbero salire drasticamente, specialmente nei mesi di aprile, maggio o settembre, ottobre. Ovviamente grande differenza è data dalla località dove si trova la piscina: in Abruzzo, la temperatura medie di una località montana (L'Aquila, Roccaraso o in generale località interne) è ben diversa da quella di una località costiera (ad es. Giulianova, Silvi, Pescara o Vasto). Ne conviene che riscaldare una piscina mediante una pompa di calore, può richiedere più o meno energia a seconda di dove essa si trova. In generale, una pompa di calore moderna ha un rendimento (COP) elevato, ma per mantenere o portare l'acqua a una temperatura di 28°C, può consumare mediamente dai 5 ai 15 kWh al giorno (a seconda delle variabile appena citate). In ogni caso, un vero spreco di energia avviene quando si ricorre all'utilizzo di una pompa di calore, ma non si copre la superficie dell'acqua della piscina con una copertura isotermica durante le ore notturne o nelle giornate di maltempo; in questi casi la perdita di calore è talmente elevate da quasi vanificare il lavoro della pompa di calore portando a consumi energetici elevati che non restituiscono i benefici attesi
  • Idromassaggi e giochi d'acqua: gli impianti che servono al funzionamento di idromassaggi, cascate, fontane, etc. quando attivi, sono molto energivori perchè le pompe necessarie al loro funzionamento sono generalmente molto potenti. Avere questi accessori in una piscina è certamente un qualcosa di unico che migliora sensibilmente la sensazione di wellness, ma il consiglio è di non esagerare con il numero di postazioni/getti (nel caso di idromassaggio) e soprattutto di azionarli solo quando necessario
  • Accessori per il trattamento acqua: generalmente gli accessori legati al trattamento automatico dell'acqua non sono energivori, ma bisogna sempre considerare che sono funzionanti durante tutto il tempo in cui la circolazione (filtrazione) è attiva e cioè molte ore, 7 giorni su 7. In questo caso il consiglio è di dotarsi di impianti di automatizzazione sempre più smart in maniera da poterne monitorare meglio i parametri di funzionamento ottimizzando per quello che è possibile anche i consumi

In generale la tecnologia può essere di grande aiuto nel metterci a disposizione apparecchiature sempre più performanti e parsimoniose nei consumi, resta di fatto che un "certo" consumo energetico è inevitabile per far funzionare correttamente una piscina; bisogna sempre più far attenzione alle apparecchiature che acquistiamo e installiamo nel locale tecnico e abbandonare il concetto che "meno costa e meglio è", spesso perchè a parità di un minor investimento iniziale, poi si potrebbe incorrere in costi energetici eccessivi che si protraggono negli anni.

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